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Da pagina 268 di Non c'è tempo per morire ( Un romanzo di James Bond), 2008
Ci voleva questa citazione per farmi venire in mente di inserire questa pagina sul mio sito, in fondo questa città che mi ha dato tanto è praticamente sconosciuta per noi. E allora perchè non raccogliere le informazioni per diffonderle a chi è interessato?
Chelyabinsk è uno degli Oblast della Russia, un Oblast è una specie di regione ma non c'è un termine esatto per tradurlo in italiano. L'oblast’ di Čeljabinsk (87.900 km². - 3.450.000 abitanti) si trova nella Siberia occidentale, e si estende tra gli Urali ed i fiumi Iset (a nord) e Uj (a sud). Le risorse della provincia, oltre all'agricoltura (cereali) ed alle foreste, sono gli importanti giacimenti di carbone, ferro ed oro. La capitale è Čeljabinsk (1.200.000 abitanti), che si trova sul fiume Miass ed è un importante nodo ferroviario della Transiberiana e un centro minerario (carbone, manganese) con industrie siderurgiche, meccaniche, metallurgiche, alimentari, farmaceutiche e dell'abbigliamento. La città possiede il più grande aeroporto della regione a 2 ore di volo da Mosca. I NOSTRI RICORDI Siamo arrivati a Chelyabinsk in dicembre. Stava nevicando e la città nel suo candore era bellissima. Le temperature, sempre sotto lo zero arrivavano durante la notte anche a -25° o -30° ma non abbiamo mai sofferto il freddo. Abbiamo invece sofferto il caldo, molto caldo, il riscaldamento in tutti i posti in cui siamo stati è altissimo, ad esempio i commessi nei negozi stanno in maniche corte. Noi come il buon Totò in "Totò Peppino e la malafemmina" avevamo in valigia solo vestiti pesantissimi! Abbiamo dovuto comprarci delle camicie ... per non squagliarci. A dicembre erano in corso i preparativi per i festeggiamenti di fine anno ed in Revolution Square abili artigiani forgiavano una sorta di parco giochi scolpito nel ghiaccio. Ci siamo soffermati a lungo ad ammirarli nelle loro abilità. Dopo qualche giorno la neve da candida è diventata grigia ed era tutto un po' meno bello. Una coppia di americani che abbiamo conosciuto li ci ha raccontato che in primavera le colline intorno alla città si riempiono di fiori dando vita a panorami mozzafiato. Vicino all'hotel dove abbiamo soggiornato (Hotel Meridian) c'era un piccolo supermercato aperto 24 ore su 24 dove vendevano anche alcune cose italiane. Sentendo i racconti dei nostri compagni di avventura a noi è andata proprio bene, nel nostro hotel c'era anche il ristorante italiano dove mangiare una discreta pasta in bianco! Ad una coppia era capitato di "soffrire la fame" perchè sono arrivati in piccolo paese in un giorno festivo e anno dovuto attendere che riaprissero negozi e ristoranti per poter mangiare! UN PO' DI NUMERI: Ad oggi Chelyabinsk è annoverato tra i 10 più grandi distretti industriali e culturali della Russia. Con il suo 1.109.700 di abitanti rappresenta quasi un terzo della popolazione della provincia. La città conta 1.312 strade, il 10% del territorio è coperto di aree verdi, a delimitarne i confini c'è una foresta di conifere di 1.222 ettari, 9 parchi, 128 giardini, e 19 viali. Situata sulle rive del fiume Miass occupa un superficie di 500 km quadri. UN PO' DI STORIA Quando fu fondata nel 1736 era solo una fortezza per sentinelle di nome Chelyaba, ma dopo solo 7 anni divenne il centro della provincia di Iset. Dal 1796 al 1919, Cheliabynsk fu un capoluogo della Provincia dell'Orebnburg. Intorno al 1900, è servita come centro per la costruzione della ferrovia Transiberiana e dal 1934 Chelyabinsk è la capitale del Sud degli Urali. Fin dall'inizio il simbolo della città è stato il cammello con la soma carica a simboleggiare l'instancabile senso degli affari e del commercio. Durante la industrializzazione sovietica degli anni 30 Chelyabinsk sperimenta una rapida crescita, vengono costruiti diversi stabilimenti industriali metallurgici. Nel periodo della Seconda guerra mondiale Joseph Stalin decise si spostare la maggior parte delle attività produttive sovietiche lontano dalla linea di avanzamento delle truppe Tedesche, fu così che alla fine del 1941 arrivarono molte nuove industrie e migliaia di lavoratori in una Chelyabinsk che essenzialmente era ancora una piccola città. Esistevano enormi impianti per la produzione di carri armati T-34 e lanciarazzi Katyusha per cui la città era conosciuta come Tankograd, la città dei carri armati. Tutto viene da questo momento quasi ricostruito da zero, i resti della piccola città preesistente si possono trovare nei pressi del centro. La fabbrica SM Kirov, per la produzione di carri armati, che era stata spostata qui da Leningrado venne poi trasferita a Omsk nel 1962. Quando, dopo l'attacco americano di Hiroshima e Nagasaki, ebbe inizio il programma per la creazione di armi nucleari da parte di Stalin, plutonio e tritio furono prodotti in tre luoghi fortificati, vale a dire in tre zone della Russia, ognuna delle quali costituita da impianti nucleari e da città chiuse dove gli abitanti vivevano in relegazione forzata. Queste città non appaiono nelle mappe geografiche e fino a pochi anni fa era proibito viaggiare da e verso questi luoghi. Ciascuna di queste città ha un nome seguito da un numero che indica un indirizzo di ufficio postale. Uno di questi era il complesso nucleare Chelyabinsk-40,meglio noto come Mayak (parola che significa faro), nella provincia di Chelyabinsk, sul fianco orientale degli Urali del Sud, è a 15 km a est della città di Kyshtym, in un’area di circa 90 km2, fu costruito a partire dal 1945 e reso operativo per la produzione di plutonio già dal giugno del 1948. La prima bomba atomica sovietica, fatta esplodere nell’agosto del 1949, fu costruita utilizzando plutonio prodotto a Mayak. Tutta la zona che è legata a Mayak è stata definita come la zona più contaminata del pianeta. Anche se molti dei reattori di produzione presenti a Mayak non sono più operativi, Mayak rimane ancora oggi un centro per riprocessare le scorie atomiche provenienti dalle centrali, dai reattori di ricerca, e dalla flotta atomica russa. Il plutonio è separato dal combustibile nucleare spento. Nel 1957 un grave incidente nucleare nell'impianto di Mayak, 150 km nord ovest dalla città, ha provocato morti a Chelyabinsk Oblast ma non in città. Poichè gli scienziati l'hanno dichiarata uno dei posti più inquinati della terra vi è stato vietato l'accesso a tutti gli stranieri per ben 45 anni fino a quando nel 1992 il presidente, Boris Yeltsin, ne ha revocato il divieto. (fonti:http://it.wikipedia.org/wiki/Chelyabinsk, didascalie di cartoline illustrate) __________________LE NOSTRE FOTOGRAFIE__________________ IL NOSTRO HOTEL: Hotel Meridian http://meridianrussia.com/english/
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